lunedì, febbraio 16, 2004
2.
Il controllore dice che non può succedere. Insisto, evidentemente succede. A me e alla tizia che trovo già seduta al 16 della carrozza 6 hanno assegnato il medesimo posto. “Ogni riccio un capriccio”, commenta per tutta risposta con un ghigno divertito. Anche alle 7.43 posso produrmi in un’occhiata sufficientemente sbigottita virante al truce. Solo a quel punto lui ci sequestra i biglietti, li accosta, li sovrappone, li esamina controluce neanche fosse un investigatore del RIS. A fine controllo – mica una parola di scuse per aver dubitato, solo il ghigno è sparito – mi dice che posso accomodarmi in prima, in seconda non ci sono più posti, stamattina il mondo intero va a Roma. Il 13 della carrozza 3 è proprio di fronte al Segretario di Partito accompagnato dal Promettente Onorevole. D’altronde qual è la prassi? Lunedì nel proprio collegio e martedì si torna a Roma. Non mi sono laureata in Scienze Politiche per niente. Già, me lo ricordo proprio bene il Promettente Onorevole che adesso sta dicendo quanto rompono i coglioni le donne. De Mita fece appena in tempo a candidarlo nel suo feudo di AV-BN-SA per garantirgli l’elezione. Mi ricordo le voci alimentate dai Piccoli Demitiani sul Territorio. Bisognava capirli, la missione era delicata - mica facile spiegare perché lì, nel Cilento interno, dovevi votare un Emiliano Sconosciuto - e richiedeva ingegno e fantasia, doti tutto sommato alla portata di chi ben conosce l’arte di arrangiarsi. Così, con l’approssimarsi della scadenza elettorale, metà popolazione femminile – le Ingenue Romantiche - lo conosceva come genero di De Mita, l’altra metà – le Semplici Bisognose – come genero del Colosso del Latte (senza aver fatto il Master Publitalia, i Piccoli Demitiani sul Territorio sapevano che il matrimonio è un efficace strumento di marketing in certe zone). Sono sicura che non fosse né l’uno né l’altro. (Tuttavia tra le due - leggo dalle cronache giudiziarie di questi giorni - la voce che lo legava al Colosso del Latte doveva avere qualche fondamento in più). Ora rivedo le vecchine che andavano in cabina estraendo il bigliettino dal reggiseno e copiando lentamente il numero con la mano così disabituata alla scrittura e una matita mezzo spuntata però lo sforzo vale la pena che a casa non manca mai un genero o un nipote disoccupato. M’incazzo - o forse m’immalinconisco - per loro fino a Roma Termini.
Justannie
mercoledì, febbraio 11, 2004
1.
"Tenere alto il volume del proprio telefono cellulare può disturbare gli altri passeggeri, vi preghiamo pertanto di abbassare o eliminare la suoneria del vostro cellulare. Grazie."
La signora biondotinta dal posto 86 arriva con una valigia e la gabbietta del gatto. Cade a sedere come se avesse fatto una corsa di un'ora per raggiungere il treno in tempo.Come corpo morto cade. La valigia la scarica in mezzo al corridoio, così ogni volta che passa qualcuno sono gomitate in faccia per me che sono da quest'altra parte del corridoio, o valigiate in testa nella peggiore delle ipotesi, e tutti che si alzano per far passare e "scusi-scusi", un balletto coreografato Trenitalia sul magnifico palcoscenico dell' Eurostar. Lei immobile, come non fosse colpa sua, guarda il fuori dal finestrino, ovviamente dalla parte opposta. Tira fuori il cellulare. Nuovo nuovo, giovanile, come vorrebbe sembrare anche lei con il suo jeans attillato e la magliettina rosa. Tiene il telefonino in mano, ma sono proprio le mani che tradiscono che la tipa non è poi mica tanto giovane. E si sa, una si può tirare quanto vuole, ma le mani tradiscono. Avete mai visto le mani delle attrici rifatte? No. Le nascondono. Perchè lì non ci si può restaurare. Del collo non so dire, il maglioncino rosa è - ovviamente- a collo alto. Insomma il cellulare. Inizia a mandare messaggini. Uno, due, tre, quattro....non lo so. Per mezz'ora è così. Cavoli suoi, si dirà. ma la signora (o -ina?) non ha sentito l'invito dell'altoparlante e non è nemmeno a conoscenza del fatto che si possono togliere i suoni dei tasti. E figurarsi se ha la più pallida idea del fatto che i cellulari hanno la funzione t9, o la scrittura automatica. No. Lei fa lettera per lettera. Per una parola di 5 lettere possono esserci una venticinquina di suoni, per un messaggio di 100 caratteri, anche 250, se va male 300. Una sinfonia cinese, insomma BIP-BIP-BIP-BOP-BIP-BIP-BOP-BOP-BOP e poi arriva la risposta con una suoneria che potrbbe annunciare l'arrivo di tutta la fanteria tedesca, invece no, è un messaggino, apri il telefono, rispondi e ancora BIP-BIP-BIP-BOP-BIP-BIP-BOP-BOP-BOP . Mezz'ora. Non esagero, mezz'ora in continuazione. La guardano tutti, nessuno vuole essere scortese, lei lo vede che la guardiamo tutti, non sorride, forse si chiede cosa cazzo vogliono questi ma poi si rituffa nello schermo del Motorola e via con il BIP-BIP-BIP-BOP-BIP-BIP-BOP-BOP-BOP . La odio. La osservo. Ha la bocca in giù. Ce la deve avere col mondo, con questi stronzi che gli lasciano le piedate sulla valigia, con questi maniaci che la guardano, forse pure col gatto, che sta chiuso nella gabbia sotto il sedile al buio, peloso-persiano-paziente ma per fortuna non puzzolente. Secondo me non scopa dal 2000 (non il gatto, la signorina). Forse anche da prima. BIP-BIP-BIP-BOP-BIP-BIP-BOP-BOP-BOP Arriva il controllore. Lei non lo caga e manda messaggini finchè non le chiede il biglietto. Poi glielo cede allungando la sua personale lista dei rompiscatole del treno. Ma in un treno ci sono così tante scocciature? starà pensando. Lo vedo dalla piega della bocca sempre più all' ingiù. "Scusi, le dovrebbe essere in un'altra carrozza" Il miracolo, lo svelamento, l'epifania. E' la voce dell'autorità che l'ammonisce senza infierire. Lei sgrana gli occhi dietro gli occhiali (l'avevo detto che aveva gli occhiali da sole con gli strass?). "Come?? e perchè? io ho trovato posto qui" E il vate delle ferrovie "sa, su questi treni i posti sono numerati, a lei è stato assegnato un posto nell'altra carrozza" . Ma la compositrice di sinfonie cinesi non molla. Si lamenta che ha un bagaglio-un cappotto-un gatto. E mentre si lagna il treno si ferma. C'è una stazione. Il controllore si allontana mentre lei sbuffa e cerca di tirare giù la tenda del finestrino perchè il sole le batte in faccia (solo che è automatica, la tenda, e la rompe). Torna il bigliettaio, ma passa oltre. Finchè una signora modello lavoratricedellacooperativaemiliana piccola/magra/tuta/rughe/capelli con la ricrescita bianca a vista/occhialoni le richiede il posto. E la damina del BIP-BIP-BIP-BOP-BIP-BIP-BOP-BOP-BOP lotta per il suo posto. Tenace come un verme solitario, ma si arrende e fugge come le Erinni a rompere il cazzo dei passeggeri della carrozza 7. Vorremmo applaudire tutti alla nuova reginetta del posto 86 che tira fuori la settimana enigmistica e ha solo un piccolo bagaglio. e io finalmente posso dormire o leggere o distrarmi o mangiare una banana.
cavalcata delle walchirie in versione suoneria.
"Pronto? Si sono appena salita in treno. Sul serio? Allora, adesso li chiamo io, gli ordino i 3000 sacchetti per domani alle 15, poi ti richiamo, anzi cercami all'altro telefono, è acceso, così io intanto avviso anche i lavoratori della cooperativa per lo scarico, poi chiamo la segretaria per le fatture. Sono arrivate? Che palle...allora prima chiamo la ditta per sicurezza, poi se non bastano due per scaricare prendiamo altri due dell'altra cooperativa. Fammi chiamare anche da Pippo, che dovrebbe essere informato. Invece la Luisa la chiamo io appena ho sentito gli altri. Ciao ciao"
Come si partecipa a LibereAssociazioni: L'idea è appunto quella delle libere associazioni, cioè partendo da un blog una seconda persona scrive qualcosa che abbia un VAGO legame al primo. Le modalità non le ho ancora pensate. Non vorrei che dando la possibilità di scrivere ogni volta a tutti si creasse confusione (non si capirebbe più a quale post si "associa" l'ultimo arrivato, se nel frattempo se ne intromette un secondo, perdendo così lo spirito che vorrei avesse questa catena...!). Quindi: intanto ho invitato una persona a scrivere il suo post, inviarmelo, poi lo posterò io, così il post successivo si dovrà legare a questo secondo scritto, un po' come il teefono senza fili... Ho già in mente alcuni "bloggaroli" che vorrei invitare ma se qualcuno vuole partecipare può mandarmi un messaggio privato, così lo metto nelle "lista" d'attesa. Abbastanza chiaro??
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"Lo sperma mi fa pensare al sesso che mi fa pensare alla punizione che mi fa pensare alla morte che mi fa pensare a Fertility Hollis. Abbiamo fatto quello che l'assistente sociale chiama Libera Associazione"
C. Palaniuk, da "Survivor"
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