LibereAssociazioni

venerdì, giugno 25, 2004

12.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'hostess rinunciò a capire: spesso non era necessario ed era anche più facile non cercare sempre le spiegazioni per tutte le cose. Questa era un po' la sua filosofia e anche quella di molti dirigenti della compagnia per cui lavorava.
Comunque prese il respiratore e lo portò al signore in doppiopetto. Solo in quel momento notò che il bel sorriso che di solito ornava il suo viso si era un po' spento... chissà perchè... forse pensava ad un futuro da operaio...
Gli agganciò bombole e respiratore e gli augurò un buon sogno. Mr. Woolsey era sicuro che l'avrebbe avuto, grazie anche al suo intervento. Guardò il cielo e vide quel bellissimo aquilone che aveva già incontrato. L'aquilone stava ancora volando. Non aveva bisogno del respiratore, lui!
L'aquilone da lassù lo vide e lo salutò come un vecchio amico, poi virò dolcemente e si diresse al sud. Volava leggero, per una volta senza pensieri. Era libero e non aveva compiti: doveva solo guardare. Anche questo era un compito, però, perché spesso aveva visto cose che non gli erano piaciute e anzi, aveva visto cose molto brutte. Neonati lasciati al freddo in mezzo all'erba, o gettati nel cassonetto delle immondizie, bambini privati dei colori dei loro sogni, adulti graffiati nella loro anima, famiglie intere che non avevano da mangiare e morivano come insetti schiacciati dalla paletta della miseria e del potere...
Sapeva che molti guardavano senza vedere, ma lui non era capace. Era questo che gli faceva male, certe volte: vedere!
L'aria lo gonfiava e lo faceva volare alto. Si sentiva benissimo, con il vento che faceva volteggiare i suoi lunghi nastri colorati. Sotto di lui c'era il mare più blu che avesse mai visto: un blu forte e intenso come certi sentimenti. In mezzo al mare, una barchetta gialla e rossa ondeggiava dolcemente. L'aquilone scese un po' di quota: voleva vedere da vicino la barchetta.
Era bellissima, rossa con strisce di un giallo molto intenso, color girasole o color sorriso di un bambino. Aveva due vele bianche che battevano al vento e in questo l'aquilone si sentì simile alla piccola barchetta. Percepì un moto molto forte nel suo piccolo cuore di tessuto, che lo spingeva ad andare ancora più vicino. Scese ancora e finalmente la vedeva bene. Fece qualche volteggio per attirare la sua attenzione e lei lo guardò e.. gli sorrise.
Un bellissimo sorriso giallo, caldo come il sole in un pomeriggio estivo. L'aquilone sentì sciogliersi tutti i suoi nastri, e anche qualcos'altro... ma una voce lo svegliò bruscamente dal suo sogno ad occhi aperti. L'hostess scuoteva il signore in doppiopetto e cercava di svegliarlo:
"Signore... signore... si svegli. Credo che la stiano cercando. Dicono che non ha svolto bene il suo compito finora, e le vogliono portare via il suo doppiopetto... e in cambio le vogliono dare una tuta blu... le avevo detto, signore, di non esagerare con 'sta storia del presidente operaio... ha visto? L'hanno presa sul serio, per una volta, e va a finire che le tocca passare i suoi giorni, a lavorare sodo, all'ombra di un ulivo!"
Poco lontano, Mr. Woolsey sorrise mentre leccava golosamente il suo gelato al pistacchio e fragola.










associato daLACASADEIGIRASOLI | 11:00 | commenti (3)

"Lo sperma mi fa pensare al sesso che mi fa pensare alla punizione che mi fa pensare alla morte che mi fa pensare a Fertility Hollis. Abbiamo fatto quello che l'assistente sociale chiama Libera Associazione" C. Palaniuk, da "Survivor"



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